Cuore di Melograno – Proprietà benefiche e attività antiossidante

10/04/2020 Non attivi di Redazione

a cura della dott.ssa Francesca Vita – dottoressa in scienze biologiche molecolari –  Laureanda in scienze della nutrizione umana 

 

Cuore di melograno

 “Ellagitannini, proprietà benefiche e attività antiossidante”

Il melograno è un frutto autunnale che  spesso attira la nostra attenzione per il suo particolare colore roseo-bianco brillante e per la sua particolare consistenza e costituzione interna granulare. Il suo nome deriva dal latino malum (mela) e granatum (con semi), il melograno o melagrana è una bacca organizzato da diverse partizioni interne che hanno la funzione di “protezione” del seme anche detti chicchi o arilli e sono separati tra di loro da una membrana giallastra che prende il nome di cica. Questo frutto è stato anche nominato nella Bibbia come uno dei sette frutti considerato come speciale prodotto della “Terra Promessa”.

Quel che più interessa però è la sua particolare costituzione che gli permette di rientrare tra le categorie degli alimenti funzionale.

Il suo uso si giustifica per le sue proprietà medicinali: la scorza del frutto,raccolto in autunno una volta raccolta,seccata all’aria e tagliata a pezzetti si presenta ricca di tannini. La polvere ottenuta da questa viene utilizzata come decotto e sfruttata per le proprietà astringenti,sedative e tenifughe. Nei semi invece troviamo un’alta concentrazione di vitamina C, K e del gruppo B oltre che di antiossidanti, proteine e carboidrati, inoltre ha un alto contenuto di potassio e di altri minerali quali: ferro, calcio, magnesio e fosforo. Il suo valore energetico corrisponde per 100 gr di frutto,83 Kcal.

“Il suo Meccanismo d’azione si esplica sul trattamento di numerose patologie”

Il suo ruolo principale è quello di antiossidante e per questo molto studiato per la sua implicazione antitumorale giustificata dalla presenza degli ellagitannini, composti polifenolici che derivano dalla trasformazione dell’acido esaidrossidifenico (HHDP).  L’acido ellagico quindi ha dimostrato proprietà particolarmente adatte al trattamento di patologie direttamente collegate all’apparato gastro-enterico e a questo si collega il fattore dei tannini. Questi infatti sono utilizzate per rendere gli epiteli più solidi quindi più stabili, più resistenti agli agenti irritanti. Alcuni sono utilizzati a livello vascolare, molti per il distretto gastrico. Hanno anche una sorta di meccanismo di protezione che si sviluppa andando a formare un  gel che va a proteggere le pareti. L’effetto ovviamente è calcolato su livello alimentare. Ci sono evidenze sperimentali che dimostrano come alcuni prodotti riducono l’effetto di produzione su l’IL-8 , agendo proprio sul fattore NF-KB (Famiglia di fattori di trascrizione che svolge un ruolo primario nella regolazione della risposta immunitaria, nell’infiammazione, nella proliferazione cellulare, nell’apoptosi e nel cancro). Gli ellagitannini nell’organismo subiscono un certo tipo di metabolismo che portando alla formazione di UROLITINE A e B questo non significa che perdono di efficacia perché anche le urolitine sono capaci di oltraggiare l’infiammazione. In uno stato infiammatorio portano ad una riduzione dei prodotti dell’infiammazione. Quindi non solo i prodotti di partenza hanno tali caratteristiche ma si ritrovano anche nei loro metaboliti.  A conclusione di questo, gli ellagitannini sono sicuramente antiossidanti e antinfiammatori soprattutto a livello gastrico, certamente anche a livello intestinale vengono invece assorbiti con la possibilità di essere riversati nella loggia gastrica in arrivo dal torrente circolatorio poiché non vengono del tutto eliminati.Le urolitine riducono la concentrazione delle metalloproteinasi (interessate pure nella cancerogenesi), definite anche molecole di adesione. Queste molecole sono infatti fondamentali per la localizzazione del processo infiammatorio: dove vanno a localizzarsi le metalloproteinasi, allora lì si avrà il processo infiammatorio.

Alcuni farmaci agiscono similmente a livello delle vie urinarie, per evitare l’adesione di batteri in distretti che debbono rimanere sterili e prevenire/contrastare le infezioni.In conclusione quindi possiamo affermare che la presenza dei tannini e polifenoli  svolgono una potente azione contro i tumori inducendo la riduzione dei radicali liberi (ROS). Sembra trovi largo impiego nella battaglia contro il tumore al seno e alla prostata,inoltre la presenza di antocianine (principali molecole che donano colore ai semi)presenti nel succo svolgono un ruolo protettivo nei confronti dei danni da raggi UV, una delle principali cause del cancro della pelle. Il melograno ha un effetto benefico e protettivo anche nei confronti del cuore, dove il contenuto del suo succo può agire come anticoagulante riducendo il rischio di arteriosclerosi. Il consumo regolare di succo di melograno aiuta a ridurre il colesterolo LDL (cattivo) e aumentando di conseguenza l’HDL (buono), migliorando ulteriormente la salute dell’apparato cardiocircolatorio. Viene usato come antidiarroico,sfruttando le proprietà benefiche dei tannini che presentano appunto delle proprietà astringenti. Gli effetti dell’estratto di melograno tornano utili anche ai nostri reni mettendoli al riparo da eventuali infezioni. E’ risaputo inoltre che possedendo un alto contenuto di ferro aiuta a ridurre l’anemia. Una raccomandazione fondamentale si rivolge alle persone con problemi pressori e con in atto una terapia antiipertensiva. Il succo di melograno tende ad abbassare i valori diastolici e sistolici del sangue di conseguenza si raccomanda il consulto medico prima dell’assunzione. Stessa indicazione si rivolge comunque alle persone con qualsiasi tipo di terapia farmacologica in atto: prima dell’assunzione consultare un parere medico.

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