Parliamo di “Creatina”

28/07/2020 Non attivi di Redazione

a cura della dott.ssa Francesca Vita – dottoressa in scienze biologiche molecolari –  biologa nutrizionista

“La creatina”

“Composto azotato non proteico presente per il 98% nei muscoli”

La creatina è un derivato amminoacidico naturalmente presente nel nostro organismo. L’identificazione e l’estrazione di questa molecola risale ai tempi del primo Novecento, quando il chimico francese Michel Eugène Chevreul (Angers 1786-Parigi 1889) la isolò dal brodo di carne, trovando poi conferma in letteratura nel 1847 tramite gli studi di Lieberbg che confermò che la creatina era un costituente della carne. In questi studi è stato dimostrato che le carni selvatiche presentano un contenuto maggiore di creatina di circa 10 volte rispetto alle carni in cattività, spiegando quindi che l’attività motoria aumenta la concentrazione muscolare di questo prodotto.

La creatina la troviamo sia nella carne dei ruminanti che nel pesce e viene sintetizzata a livello epatica, pancreatica e renale a partire dagli aminoacidi Arginina, Lisina e Metionina. Il prodotto appena sintetizzato oppure proveniente dai vari alimenti trova destinazione nel muscolo che risulta un centro di stoccaggio. L’1,5 – 2% delle riserve corporee di questa, viene giornalmente utilizzata dall’organismo umano e una volta degradata viene eliminata sottoforma di creatinina per via urinaria. La quantità di creatina utilizzata dall’uomo è direttamente proporzionale alla massa muscolare e all’intensità di esercizio fisico che viene svolto. Attraverso una dieta equilibrata è possibile avere la giusta quantità di creatina necessaria per affrontare ogni nostra esigenza motoria. Normalmente il fabbisogno giornaliero è circa di 2 g che deriva dalla sintesi endogena oppure dall’alimentazione. La creatina presente nella carne e nel pesce a seconda dai metodi di cottura utilizzati, viene persa in quantità considerevole. Una volta assunta questa sostanza viene incorporata per il 95% nel muscolo scheletrico, per il 40% si trova in forma libera e il 60% sotto forma di creatina fosfato o fosfocreatina (60%).

“Funzioni della creatina”

Lo sforzo muscolare intenso che si attua durante un’attività fisica pesante porta ad attivare un meccanismo anaerobico alattacido mediante il quale, si ottiene una disponibilità di energia immediata. Questa reazione avviene in presenza dell’enzima creatinchinasi che al termine di questo processo porta alla formazione di fosfocreatina. Una parte della creatina invece viene convertita in una sostanza che viene persa ed indentificata tramite dosaggio nelle urine e nel sangue con il nome di creatinina. Questo processo che avviene in assenza di ossigeno, si attiva rapidamente generando quindi grandi quantità di energia nell’unità di tempo con la controindicazione di esaurirsi molto velocemente e precisamente in 4-5 secondi. Il decremento della forza muscolare dopo un’intensa attività muscolare e di breve durata è dovuto all’esaurimento delle scorte di fosfocreatrina. Gli integratori di creatina che troviamo sul mercato vengono impiegati in ambito sportivo come supporto ergogenico e per l’attività antiossidante, cardioprotettiva e neuroprotettiva. La creatina trova largo impiego in ambito clinico per il trattamento di alcune patologie degenerative e/o neuromuscolari come la sclerosi laterale amiotrofica, la distrofia muscolare, la sacorpenia e cachessia.

 

 “Creatina e sport”

L’integrazione di creatina viene spesso utilizzato in ambiente sportivo per ottenere un miglioramento della capacità contrattile e della funzionalità neuromuscolare, ne consegue che l’aumento della potenza massimale ottenuta durante un esercizio, insorga prima che della classica sensazione di fatica. Esistono due protocolli specifici di assunzione ma contestualmente legati alla tipologia di sport praticato. Quel che di certo si sà, è che la biodisponibilità della creatina aumenta se assunta in presenza di zuccheri semplici. Si suggerisce quindi, di assumere l’integratore ad intervalli precisi e strutturati in periodi di assunzione e periodi di riposo di 4-6 settimane; tutto ciò per evitare che la produzione endogena di creatina e le capacità di stoccaggio muscolare si riducano durante l’uso continuo dell’integratore.

“Effetti collaterali, interazioni farmacologiche e precauzioni per l’uso”

Assunzioni elevate di integratore possono causare effetti indesiderati come:

  • diarrea
  • crampi addominali
  • aumento della concentrazione di creatinina nel sangue
  • disidratazione
  • aumento della pressione arteriosa
  • aumento del peso ponderale
  • miopatia

Più raramente si verificano casi di insufficienza renale o patologie ad esse associate.

Non esistono prove congrue d’interazione farmacologica tra creatina e altri principi attivi. Si sconsiglia l’uso d’integrazione di creatina in stato di gravidanza, allattamento, in età pediatrica e in individui affetti da patologie renali. Si consiglia sempre, di consultare il medico prima di assumere qualsiasi integratore a base di creatina, a causa della nota ritenzione idrica causata dall’uso di tale prodotto accompagnato da un aumento del peso ponderale.