Caffè verde come alimento funzionale

31/03/2020 0 di Redazione

a cura della dott.ssa Francesca Vita – dottoressa in scienze biologiche molecolari –  Laureanda in scienze della nutrizione umana 

Caffè verde come alimento funzionale.

Composizione e ruoli nelle patologie coronariche, metaboliche e neurologiche”

 Originario degli altopiani dell’Etiopia, da cui per via commerciale fu trasportato in Arabia, dove venne coltivato con successo. L’etimologia del termine deriva dal turco “Kahveh” che a sua volta deriva dal nome della bevanda originale “Qahwa”, sorta di vino ottenuto lasciando fermentare i chicchi schiacciati. Il caffè deriva da specie appartenenti alla famiglia delle Rubiacee, genere coffea. Le due specie economicamente più importanti sono:

Coffea arabica (Arabica)

Coffea canephora (Robusta)

Il caffè verde viene così denominato perchè viene raccolto nel suo caratteristico colore “verde” non ancora maturo che lo identifica e lo distingue dal comune caffè torrefatto. Il caffè verde non subisce alcun processo di torrefazione e si distingue quindi dal caffè classico per aspetto,aroma,sapore,caratteristiche nutrizionali e percentuali di caffeina. Un ottimo vantaggio del caffè verde sta nel minore contenuto di caffeina che ne permette un rilascio lento e continuo, quindi con assorbimento graduale e costante da parte del nostro organismo. Questo permette di beneficiare di un aumento dell’attenzione, vitalità e resistenza.Viene classificato come alimento nervino così come il cacao e il tè ed agiscono principalmente sul SNC (sistema nervoso centrale)con azione stimolante. La sua composizione chimica è costituita da Proteine, Aminoacidi come arginina, istidina, acido aspartico, lisina, serina, treonina, metionina, alanina, acido glutammico.

Carboidrati :Polisaccaridi (cellulosa) e polimeri insolubili costituiti da galattosio,

mannosio e arabinosio, mono- e di-saccaridi (saccarosio).Lipidi come Acido Linoleico e palmitico i più rappresentati. Minerali tra cui predomina il potassio, seguito da magnesio, fosforo o calcio.

Acidi Organici tra cui: Acido acetico e formico (volatili). Acido lattico, tartarico, piruvico, citrico (non volatili).Trigonellina (acido N-metilnicotinico), rappresenta l’1% del peso secco dei caffè verde. Utilizzata come marker di processo.

Vitamine: Nicotinamide presente in alte concentrazioni. Vitamina B1, B2, B6 acido pantotenico e acido folico. Alcaloidi purinici tra cui: Caffeina e teobromina sono le metil-xantine più abbondanti. Acidi Fenolici: Il caffè è la principale fonte di acido clorogenico (5-caffeoilchinico). Largamente degradato nei suoi componenti durante la torrefazione (70-75%), ma in questo caso molto presente nel caffè verde. Acido ferulico, acido cumarico. Il consumo di caffè (non zuccherato) non comporta assunzione di calorie. Le caratteristiche funzionali sono da relazionare al contenuto di caffeina, acido clorogenico, e due alcoli diterpenici: cafestrolo e kahweolo.

Effetto protettivo:

Il Caffè verde sembra abbia un effetto protettivo nei confronti delle coronopatie, non apporta alcuna modifica del rischio di comparsa di eventi coronarici, ictus e morte improvvisa in soggetti con pregresso infarto del miocardio. Riduce la mortalità del  24% per cause cardiovascolari in donne in post-menopausa.

Effetto modulatorio e riduttivo metabolico:

Il suo ruolo spicca principalmente nella regolazione del Diabete mellito di tipo II.

Il consumo abituale di caffè riduce del 64% il rischio di sviluppare la patologia in soggetti con alterata tolleranza al glucosio. Bere abitualmente 3 tazze di caffè verde al giorno, riduce il rischio di svilupparediabete di tipo II (33% negli uomini, 42% nelle donne). Di norma il caffè decaffeinato ha il maggior ruolo nella difesa dall’insorgenza del diabete di tipo II.

La presenza dell’acido clorogenico riduce la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino prossimale e aumenta la sensibilità all’insulina, riducendo l’ output di glucosio dal fegato. Inoltre esercita azione un‘azione anti-ossidante.

La Trigonellina, esercita anche questa un effetto ipoglicemizzante.

Effetto ritardante e migliorativo delle funzioni neuro-cognitive:

Il consumo moderato ed abituale di caffè verde rallenta il naturale declino

cerebrale nelle persone anziane, dove si instaura una relazione inversa tra quantità di caffè consumato quotidianamente e declino cognitivo.

La caffeina presente nel caffè è in grado di alterare l’attività elettrica del cervello, aumentando la frequenza dei ritmi gamma, determinando un miglioramento dell’apprendimento e della memoria. Numerosi studi hanno dimostrato che l’assunzione di caffè è inversamente proporzionale all’incidenza di sviluppo del morbo di Parkinson.Un effetto favorevole del caffè verde (e bevande contenenti caffeina)agiscono  sulla capacità di attenzione e sul senso di lucidità mentale di studenti impegnati in attività intensa di studio.

Il caffè verde ha un ruolo chiave nel mantenimento del peso corporeo?

 Il caffè verde di per sè non contribuisce a perdita di peso e/o a dimagrimento ma se accompagnato a una dieta sana ed equilibrata, insieme a 3o minuti di attività fisica giornaliera, favorisce il mantenimento del peso corporeo.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti e immagini (protette dal Copyright) inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta dell’autore dell’articolo.